L’affettività come base del pensiero

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Esiste una complementarietà tra universo maschile e femminile, che si traduce in codici linguistici, sociali, culturali e psicologici differenti ma necessariamente interagenti. L’aumento dei conflitti relazionali è tuttavia un segno evidente di una mancata conoscenza dell’unicità di ciascun codice e allo stesso tempo dell’importanza della loro reciproca connessione. Esiste una scarsa valorizzazione delle differenze dell’altro, anzi addirittura una tendenza all’eliminazione della differenza, che porta a misconoscere, nonostante l’accesso sempre più ampio alla conoscenza, l’essenza di chi siamo realmente (mistero che non può essere mai del tutto svelato), nascosta nei meandri più reconditi della psicologia umana. L’accesso alle profondità della psiche è possibile da una riscoperta del femminile insito in ciascuno di noi, uomo o donna, perché esso è collegato all’inconscio, alle emozioni, all’intuito, che sono sottovalutate nella nostra cultura. Tale riscoperta però deve necessariamente passare dall’instaurare un dialogo fecondo con la sua controparte maschile (il conscio, la razionalità, il pensiero), in un movimento di differenziazione dinamica.

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Femminile: viaggio nel profondo dell’anima

“Amore e Potere al Femminile” è il sottotitolo di un libro che narra le vicende di Inanna, la prima divinità sumera che scese negli Inferi per consolare la sorella, Ereshkigal, sofferente perchè cacciata dal mondo a causa del nuovo ordine patriarcale. Le storie del ciclo di Inanna, il primo poema epico di cui abbiamo testimonianza scritta, risalgono a circa 3000 anni a. C. quando a Uruk, in Mesopotamia, fu costruito un tempio in onore della dea. Il mito sembra nascere quando le trasformazioni socio culturali dell’epoca posero fine ad un sistema di civiltà basato sul culto della dea e su una visione armonica con la natura, benefica e distruttrice ad un tempo. Questa caratteristica ambivalente della natura è tipica del femminile, di cui oggi tanto spesso si parla ma di cui pochi ne hanno veramente compreso il senso, inflazionandolo enormemente. Etimologicamente Femminile sembra derivi dal greco tha e dal latino fa e significare “allattare” (Picone, F. 2015).

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